Alla 32ª settimana di gravidanza mancano circa otto settimane alla data presunta del parto. Il feto misura circa 42 cm e pesa circa 1700 g. Le unghie dei piedi sono ora complete. La maggior parte dei feti ha assunto la posizione cefalica definitiva; lo spazio diminuisce e i movimenti cambiano carattere. Per molte lavoratrici italiane questa settimana coincide con l'inizio del congedo obbligatorio di maternità nella formula standard.
La 32ª settimana segue la 31ª settimana e si trova nel terzo trimestre. Nella 33ª settimana le fontanelle craniche si mantengono flessibili per consentire il passaggio nel canale del parto.
Per le lavoratrici dipendenti in Italia, la formula standard del congedo obbligatorio di maternità (D.Lgs. 151/2001) prevede:
Formula flessibile (opzione alternativa):
Come presentare la domanda:
Lavoratrici autonome e libere professioniste: l'indennità di maternità per le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS (collaboratrici, professioniste senza cassa) è l'80% di 1/365 del reddito imponibile dell'anno precedente per 5 mesi. Le libere professioniste iscritte a casse professionali (avvocati, commercialisti, ingegneri ecc.) devono verificare le specifiche regole della propria cassa di previdenza. Per le lavoratrici autonome artigiane/commercianti: indennità fissa (importo stabilito ogni anno dall'INPS) per 5 mesi.
Apnee ostruttive notturne in gravidanza – interruzioni del respiro durante il sonno causate dal collasso delle vie aeree superiori per l'aumento di peso, l'edema della mucosa faringea e la posizione supina. L'incidenza aumenta nel terzo trimestre. Sono associate a un maggiore rischio di ipertensione gestazionale, preeclampsia e riduzione della crescita fetale per intermittente ipossia materna. Il decubito laterale sinistro riduce significativamente la frequenza degli episodi.
Congedo parentale facoltativo – da non confondere con il congedo obbligatorio di maternità. Il congedo parentale (ex congedo facoltativo) può essere fruito da entrambi i genitori nei primi 12 anni di vita del bambino per un totale di 10 mesi (11 se il padre ne fruisce almeno 3). L'indennità è al 30% della retribuzione (elevata all'80% per 1 mese ciascuno dal 2024, in recepimento della direttiva UE). È frazionabile per ore o giorni.
Gestione Separata INPS – forma di previdenza obbligatoria per collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co), liberi professionisti senza cassa previdenziale dedicata, associati in partecipazione. L'aliquota contributiva è del 26,07% (con obbligo di versamento a carico del committente o in proprio). Le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata hanno diritto all'indennità di maternità INPS calcolata sull'80% del reddito dell'anno precedente, anche senza aver versato un numero minimo di contributi (a differenza delle lavoratrici dipendenti).
Profilo biofisico fetale (PBF) – sistema di valutazione del benessere fetale che combina la CTG (cardiotocografia) con 4 parametri ecografici: movimenti respiratori fetali, movimenti corporei fetali, tono muscolare fetale e volume del liquido amniotico. Ogni parametro vale 2 punti; un punteggio ≥ 8/10 è rassicurante; un punteggio ≤ 4/10 richiede valutazione urgente. Usato principalmente nelle gravidanze ad alto rischio e nei casi di riduzione dei movimenti fetali.
La domanda di congedo di maternità si presenta all'INPS online tramite: portale INPS (inps.it) con SPID o CIE; tramite patronato (CAF, ACLI, CGIL, CISL, UIL) — gratuito; tramite il proprio medico sindacale o consulente del lavoro. Va presentata almeno 1 mese prima della data di inizio del congedo. Nella formula standard (2 mesi prima + 3 mesi dopo), con DPP a 40 settimane il congedo inizia alla 32ª settimana: presenta la domanda entro la 28ª–30ª settimana. Contestualmente alla domanda INPS, consegna al datore di lavoro: comunicazione scritta della data di inizio congedo, certificato di gravidanza del ginecologo con la data presunta del parto. L'indennità è l'80% della retribuzione media giornaliera degli ultimi 12 mesi, a carico INPS (per i dipendenti pubblici, l'80% è a carico del datore di lavoro). Per le lavoratrici con partita IVA iscritte alla Gestione Separata INPS, il calcolo si basa sull'80% di 1/365 del reddito imponibile dell'anno precedente.
La formula flessibile (1 mese prima + 4 mesi dopo il parto) è conveniente se vuoi lavorare più a lungo e godere di più tempo con il bambino dopo la nascita. Rispetto alla formula standard (2+3), non cambia la durata totale né l'indennità — solo la distribuzione. Condizioni: il medico competente aziendale (o il ginecologo dell'ASL) certifica che continuare a lavorare fino a 1 mese prima del parto non è rischioso per la salute della madre o del bambino. Con DPP a 40 settimane, il congedo inizia alla 36ª settimana. Questa opzione non è adatta se: il lavoro comporta sforzo fisico, esposizione a sostanze pericolose, turni notturni, stress elevato; hai complicanze mediche o ostetriche; hai dolori lombari o pelvici invalidanti. Procedura: chiedi al tuo ginecologo o al medico competente aziendale la certificazione di idoneità; presenta domanda all'INPS con la dicitura "opzione flessibile" e allegando il certificato medico. Il datore di lavoro non può opporsi se la certificazione medica è rilasciata correttamente.
Le apnee ostruttive notturne in gravidanza sono più comuni di quanto si pensi — incidenza stimata del 10–30% nel terzo trimestre, rispetto al 4–8% della popolazione generale. Sono causate dall'aumento di peso, dall'edema della mucosa faringea e nasale (rinite gravidica) e dalla posizione supina. Non sono banali: studi mostrano un'associazione tra apnee gravidiche e ipertensione gestazionale, preeclampsia e riduzione della crescita fetale per intermittente ipossia materna. Il russamento intenso nel terzo trimestre, specialmente se associato a stanchezza mattutina eccessiva, cefalea al risveglio o segnalazione del partner di pause respiratorie, merita segnalazione al ginecologo. La misura più efficace è il decubito laterale sinistro durante il sonno — riduce significativamente le apnee rispetto al decubito supino. Nei casi gravi può essere valutata una polisonnoterapia e l'uso di un dispositivo CPAP.
La ritenzione idrica raggiunge il suo picco tra la 32ª e la 36ª settimana. Le dita delle mani si gonfiano durante il giorno, rendendo gli anelli sempre più stretti. Un anello che stringe un dito gonfiante può diventare progressivamente impossibile da sfilare — e in casi estremi richiede il taglio dell'anello (disponibile al pronto soccorso). La raccomandazione pratica: togli gli anelli preziosi (fede nuziale, anelli di fidanzamento) non appena inizi a sentirli stretti — non aspettare che il dito sia già gonfio. Conservali in un luogo sicuro e rindossali dopo il parto quando il gonfiore regredisce (di solito entro 1–2 settimane dal parto). Se un anello è già difficile da rimuovere: usa sapone, crema lubrificante o filo interdentale avvolto attorno al dito per comprimere gradualmente il gonfiore mentre togli l'anello.
La distinzione è clinicamente importante e a volte non ovvia. Perdite di urina: odore caratteristico di ammoniaca, si può trattenere (anche se con difficoltà), compaiono con la tosse/starnuto/sforzo (incontinenza da stress), non sono continue. Perdite di liquido amniotico: inodore (o odore leggermente dolciastro), acquose, non si possono trattenere (defluiscono continuamente o a impulsi), non correlate agli sforzi. In caso di dubbio: indossa un assorbente bianco per 15–30 minuti. Se l'assorbente si bagna con un liquido chiaro e inodore, vai al pronto soccorso ostetrico — potrebbe essere rottura delle membrane (rottura delle acque). I test rapidi (amnisure, ActimPROM) utilizzati in ospedale rilevano proteine specifiche del liquido amniotico con alta accuratezza. Non rimandare la valutazione: la rottura delle membrane prima del termine (PPROM) richiede gestione medica immediata per il rischio di infezione.