Alla 17ª settimana di gravidanza il feto inizia ad accumulare i primi depositi di grasso sottocutaneo — uno sviluppo fondamentale per la futura termoregolazione e per l'energia del neonato. La vernice caseosa, la crema protettiva che riveste la pelle del feto, inizia a depositarsi in modo più uniforme, tenuta in sede dal lanugo. Il feto misura circa 12–13 cm e pesa circa 140 g — la dimensione di una pera.
La 17ª settimana segue la 16ª settimana e si trova nel secondo trimestre. Nella 18ª settimana i movimenti fetali diventano sempre più riconoscibili.
La schiena è uno dei problemi più frequenti del secondo trimestre. Con l'utero che cresce, il baricentro si sposta in avanti, aumentando la lordosi lombare (l'inarcamento nella zona bassa della schiena) e sovraccaricando i muscoli paravertebrali e i legamenti sacro-iliaci. A questo si aggiunge l'effetto della relaxina, che rende le articolazioni più mobili e meno stabili.
Gestione pratica del mal di schiena in gravidanza:
Dolore alla sinfisi pubica (Disfunzione Della Sinfisi Pubica, DSP): dolore anteriore al pube, che può irradiarsi alle cosce e ai glutei, aggravato dal camminare, salire le scale o aprire le gambe. Colpisce circa il 20% delle gravide. Informa subito il tuo ginecologo o ostetrica: fisioterapia dedicata, fascia di supporto e piccoli accorgimenti pratici (passi corti e simmetrici, evitare di stare su un piede solo) migliorano significativamente la qualità della vita.
Il secondo trimestre porta spesso una serie di modificazioni cutanee legate all'aumento di estrogeni, progesterone e MSH (ormone melanocitostimolante):
Tessuto adiposo bruno (BAT) – grasso metabolicamente attivo che produce calore attraverso la termogenesi senza tremore. Il neonato lo usa nelle prime ore di vita per mantenere la temperatura corporea. Rappresenta il 5% del peso corporeo di un neonato a termine. Si deposita principalmente al collo, tra le scapole e intorno ai reni.
Mielinizzazione – processo di avvolgimento delle fibre nervose con guaina mielinica (lipoproteica), che aumenta enormemente la velocità di trasmissione degli impulsi nervosi. Inizia nel secondo trimestre e continua fino alla prima età adulta per alcune aree del lobo frontale.
Gelatina di Wharton – sostanza gelatinosa ricca di acido ialuronico che avvolge i vasi del cordone ombelicale proteggendoli dalla compressione durante i movimenti del feto. Un cordone con abbondante gelatina di Wharton è un segno di buona nutrizione fetale.
Disfunzione della sinfisi pubica (DSP) / Pelvic Girdle Pain (PGP) – dolore alla cerniera anteriore del bacino (sinfisi pubica) causato dall'eccessiva mobilità indotta dalla relaxina. Colpisce il 20–25% delle gravide. Gestita con fisioterapia, fascia di supporto e adattamenti posturali. Nella quasi totalità dei casi si risolve entro settimane dal parto.
Tubercoli di Montgomery – ghiandole sebacee modificate sull'areola che si ingrandiscono in gravidanza. Producono una secrezione oleosa batteriostatica che lubrifica il capezzolo e lo prepara all'allattamento. Non vanno rimossi o trattati.
Il mal di schiena colpisce oltre il 50% delle gestanti, soprattutto dal secondo trimestre in poi, quando il baricentro si sposta in avanti con la crescita dell'utero, aumentando la lordosi lombare e sovraccaricando i muscoli paravertebrali. Strategie efficaci senza farmaci: <strong>fisioterapia ostetrica specializzata</strong> — la più efficace, disponibile nel SSN su impegnativa in molte ASL, oppure privatamente (costo 40–80 € a seduta); esercizi di stabilizzazione lombo-pelvica e core; <strong>acquagym prenatale</strong> — il galleggiamento scarica il peso dall'utero sulle articolazioni; <strong>yoga prenatale</strong>; cintura lombo-pelvica di supporto per le attività in piedi prolungate. Alzati dal letto ruolando sul fianco, non sollevarti direttamente. Se il dolore è intenso e invalidante, il paracetamolo a dosi standard è l'unico antidolorifico accettabile in gravidanza — mai FANS (ibuprofene, diclofenac, nimesulide).
La disfunzione della sinfisi pubica (DSP, anche chiamata Pelvic Girdle Pain o PGP) è un dolore alla cartilagine che unisce le due ossa pubiche nella parte anteriore del bacino. È causata dall'eccessiva lassità legamentosa indotta dalla relaxina e colpisce circa il 20–25% delle gestanti. Sintomi: dolore acuto al pube (a volte descritto come un click o uno scricchiolio), che si irradia alle cosce e ai glutei; peggiora nel camminare, salire le scale, alzarsi da seduta, aprire le gambe, stare su un piede solo. Cosa aiuta: fisioterapia pelvica specialistica (trattamento di prima scelta), fascia pelvica di supporto, passi corti e simmetrici (evita il passo largo), dormire con un cuscino tra le ginocchia, salire in auto di lato con le ginocchia unite. Comunica il problema al tuo ginecologo o ostetrica: nella quasi totalità dei casi si risolve entro settimane dal parto.
Il cloasma gravidico (o melasma) è un'iperpigmentazione cutanea che compare tipicamente sul viso (fronte, guance, labbro superiore, naso — la cosiddetta "maschera della gravidanza") nel secondo trimestre per l'aumento degli ormoni melanocitostimolanti. Non è pericoloso ma può essere esteticamente fastidioso. La prevenzione si basa sulla protezione solare: usa una crema SPF 50+ ogni mattina, indipendentemente dalla stagione e dal cielo nuvoloso (i raggi UV passano attraverso le nuvole), e un cappello a tesa larga in estate. In Italia, le donne che vivono o trascorrono le vacanze in regioni a forte irraggiamento solare — Sicilia, Sardegna, Campania, Puglia, Calabria, Liguria, Toscana costiera, lago di Como e Lugano in Svizzera — devono essere particolarmente attente. Il cloasma regredisce spontaneamente dopo il parto nella maggioranza dei casi, ma può persistere o riacutizzarsi con esposizioni solari future.
Dal secondo trimestre lo scheletro fetale si consolida rapidamente e il fabbisogno materno di calcio sale a 1000 mg/die (1200 mg per le donne con meno di 18 anni). Fonti alimentari: latte (300 mg/bicchiere), yogurt (150–200 mg), formaggi stagionati (parmigiano: 1160 mg/100 g), formaggi freschi pastorizzati (mozzarella: 500 mg/100 g), legumi, mandorle, sesamo, tofu. Se non consumi latticini (vegetariana, vegana, intollerante al lattosio), discuti con il ginecologo una supplementazione di calcio citrato o carbonato. La vitamina D è necessaria per l'assorbimento del calcio: il fabbisogno in gravidanza è di 600–1500 UI/die. La carenza di vitamina D è molto comune in Italia, soprattutto in inverno al Nord, nelle donne che si coprono molto (per ragioni culturali o religiose) e in quelle che lavorano al chiuso. Chiedi al ginecologo di dosare la vitamina D sierica (25-OH-D) e di consigliarti l'integrazione adeguata al tuo livello.
Sì — non solo è sicuro, ma è raccomandato. Il secondo trimestre (14ª–27ª settimana) è il periodo ideale per le cure odontoiatriche: il primo trimestre è più delicato per l'organogenesi, il terzo trimestre è scomodo per la posizione sulla poltrona. La gengivite gravidica è molto comune dal secondo trimestre: le gengive si infiammano e sanguinano facilmente per l'effetto degli estrogeni sulla vascolarizzazione dei tessuti gengivali. Studi mostrano un'associazione tra gengivite grave e rischio aumentato di parto pretermine: non rimandare la cura dentale. Trattamenti sicuri in gravidanza: detartrasi, otturazioni, devitalizzazioni, estrazioni se necessarie. L'anestesia locale (articaina o lidocaina senza vasocostrittore o con quantità minime di epinefrina 1:200.000) è sicura. Le radiografie dentali con protezione del grembiule plombato sono sicure — la dose di radiazioni è minima. In Italia, la cassa mutua/SSN copre le cure dentali standard con ticket ridotto; alcune ASL offrono esenzione per gravidanza.