Scegliere il nome di tuo figlio o tua figlia è una delle decisioni più durature della vita. In Italia il nome è molto più di un'etichetta anagrafica: porta una storia familiare, un patrono, un dialetto, una città. Leonardo, Sofia, Aurora, Francesco — i nomi più diffusi oggi riflettono la stratificazione di tradizione cattolica, influenze rinascimentali e apertura internazionale che distingue la cultura italiana nel mondo.
Le classifiche ufficiali sono prodotte ogni anno dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), con dettaglio nazionale e regionale. Le liste qui sotto si basano sui dati ISTAT più recenti e includono nomi, origini e significati.
Le differenze tra Nord e Sud sono reali e documentate: a Milano i trend si avvicinano all'Europa centro-settentrionale; a Napoli, Palermo e Cagliari la tradizione familiare, i santi patroni e la lingua locale lasciano tracce nei nomi dei neonati ancora molto più marcate che altrove.
Sofia guida la classifica nazionale da diversi anni. Aurora è il nome in più rapida ascesa dell'ultimo decennio — da rarità del Centro-Sud a protagonista dei nidi di tutta Italia. Ginevra ha recuperato terreno grazie a un revival letterario e medievale. Emma e Beatrice restano solide su tutto il territorio nazionale.
Fonte: ISTAT – Nomi e cognomi in Italia, ultima rilevazione disponibile.
| Nome | Origine | Significato |
|---|---|---|
| Sofia | Greco | Saggezza — porta il peso della tradizione bizantina e rinascimentale italiana |
| Giulia | Latino | Appartenente alla gens Iulia; nome di lunghissima tradizione romana |
| Aurora | Latino | Alba, dea del mattino; il nome in più forte ascesa degli ultimi anni in tutta Italia |
| Ginevra | Celtico / Germanico | Bianca come la schiuma del mare; diffusa grazie a Ginevra de' Benci e al ciclo arturiano |
| Emma | Germanico | La grande, la forte; molto diffusa al Nord, in crescita al Centro-Sud |
| Vittoria | Latino | Vittoria; nome di forte tradizione aristocratica e risorgimentale italiana |
| Beatrice | Latino | Colei che rende felice; immortalata da Dante, è simbolo della cultura italiana nel mondo |
| Alice | Germanico | Di nobile stirpe; la forma italiana è stata adottata stabilmente già dalla generazione degli anni '90 |
| Anna | Ebraico | Grazia di Dio; classico assoluto, presente in tutte le regioni e generazioni |
| Matilde | Germanico | Potente in battaglia; revival del nome medievale (Matilde di Canossa) |
| Chiara | Latino | Luminosa, splendente; forte presenza al Centro-Nord, legata a Santa Chiara d'Assisi |
| Martina | Latino | Consacrata a Marte; stabile in classifica da trent'anni |
| Camilla | Latino / Etrusco | Giovane sacerdotessa; nome di origine etrusca con forte radici nella tradizione toscana |
| Elisa | Ebraico | Dio è il mio giuramento; forma italiana di Elisa, molto diffusa al Nord |
| Sara | Ebraico | Principessa; classico bianco, presente su tutto il territorio nazionale |
| Francesca | Germanico (latinizzato) | Libera, franca; legata a San Francesco e a Francesca da Rimini (Divina Commedia) |
| Giorgia | Greco | Colei che lavora la terra; in forte ascesa dagli anni 2000 |
| Greta | Greco (Germanico) | Perla; abbreviazione di Margherita, percepita come nome nordico ma ormai pienamente italiano |
| Eleonora | Provenzale / Greco | Luce splendente; nome di tradizione aristocratica italiana (Eleonora d'Arborea, Eleonora di Toledo) |
| Ludovica | Germanico | Illustre combattente; forma italiana di Louise, più frequente al Nord e in Toscana |
Leonardo è saldamente in testa alla classifica nazionale da anni — un nome che unisce il genio rinascimentale di Leonardo da Vinci all'orecchiabilità moderna. Francesco mantiene una posizione altissima grazie alla tradizione francescana radicata in tutto il Paese. Alessandro e Lorenzo reggono bene su tutto il territorio; Mattia è il nome maschile in più forte crescita nell'ultimo decennio.
Fonte: ISTAT – Nomi e cognomi in Italia, ultima rilevazione disponibile.
| Nome | Origine | Significato |
|---|---|---|
| Leonardo | Germanico | Forte come un leone; il nome più scelto in Italia — porta con sé Leonardo da Vinci |
| Francesco | Germanico (latinizzato) | Franco, libero; legato a San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia |
| Alessandro | Greco | Difensore degli uomini; tradizione classica greca, solidissima in tutta Italia |
| Lorenzo | Latino | Incoronato d'alloro; fortissimo in Toscana (Lorenzo il Magnifico), diffuso ovunque |
| Mattia | Ebraico | Dono di Dio; il nome maschile in più forte crescita dell'ultimo decennio in Italia |
| Andrea | Greco | Virile, coraggioso; nome maschile in Italia (femminile nel Nord Europa) |
| Luca | Greco / Latino | Luce; legato a San Luca Evangelista, diffusissimo dal Veneto alla Calabria |
| Marco | Latino | Consacrato a Marte; patrono di Venezia (San Marco), classico eterno |
| Matteo | Ebraico | Dono di Dio; apostolo evangelista, nome forte in tutta Italia |
| Davide | Ebraico | Il prediletto; equilibrato tra tradizione biblica e modernità |
| Riccardo | Germanico | Re potente; tradizione medievale, forte al Nord |
| Gabriele | Ebraico | Dio è la mia forza; arcangelo, molto presente al Sud e nelle famiglie cattoliche |
| Tommaso | Aramaico | Gemello; apostolo, con forte radicamento al Centro-Sud |
| Giovanni | Ebraico | Dio è benevolo; il nome più portato nella storia italiana, oggi in parziale ripresa |
| Filippo | Greco | Amico dei cavalli; solido al Centro-Nord, meno frequente al Sud |
| Pietro | Greco | Pietra, roccia; il primo papa, nome di profonda tradizione cattolica italiana |
| Edoardo | Germanico | Guardiano delle ricchezze; in ripresa dopo anni di declino, percepito come elegante |
| Nicolò | Greco | Vittoria del popolo; forma italiana di Nicola/Niccolò, più comune al Nord e in Toscana |
| Giorgio | Greco | Lavoratore della terra; San Giorgio protettore di molte città italiane |
| Emanuele | Ebraico | Dio è con noi; tradizione biblica, diffuso soprattutto al Centro-Sud |
Nelle regioni settentrionali (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna) i nomi si avvicinano ai trend del Centro Europa. La presenza di comunità straniere — particolarmente in Lombardia e Veneto — porta nelle classifiche nomi come Youssef, Adam, Fatima con frequenza crescente.
Al Nord la tradizione di chiamare il primogenito come il nonno paterno è presente ma meno vincolante rispetto al Sud. Nomi brevi e internazionali come Emma, Olivia, Mia (femminili) e Mattia, Nicolò, Federico (maschili) hanno una diffusione maggiore che altrove.
La Valle d'Aosta è regione bilingue francese-italiano (L. cost. 4/1948). I nomi riflettono questa dualità: Elisa, Camille, Marguerite accanto a Laura e Anna; Théo, Antoine, Louis fianco a Marco e Luca. È consentito registrare il nome nella forma francese al Comune di residenza.
La minoranza slovena (riconosciuta dalla L. 38/2001) può registrare i nomi in forma slovena o bilingue. I nomi friulani storici — Odorico, Livia, Ermes — rimangono nella tradizione familiare pur non comparendo nelle prime posizioni delle classifiche regionali.
Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo mostrano una forte fedeltà ai nomi della tradizione rinascimentale e comunale. In Toscana Lorenzo mantiene una posizione dominante nei maschi — eredità diretta di Lorenzo il Magnifico — e Cosimo è tornato a essere scelto attivamente nelle città toscane. Dante registra un lieve ma significativo recupero dopo il 700° anniversario della morte (2021).
A Roma e nel Lazio i nomi imperiali e papali hanno peso: Marco, Giulio, Massimo, Flavia, Claudia. L'onomastica di derivazione latina diretta è qui più viva che altrove.
Femminili: Beatrice, Fiamma, Ginevra, Piera, Silvana, Lucrezia.
Maschili: Lorenzo, Cosimo, Leonardo, Duccio, Lapo, Giuliano.
In Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Molise la tradizione del nome familiare è ancora profondamente radicata: il primogenito maschio prende il nome del nonno paterno, la primogenita femmina il nome della nonna paterna. Il secondogenito prende il nome dei nonni materni. Questa pratica — molto meno seguita al Nord tra le generazioni nate dopo il 1990 — è ancora normativa in molte famiglie meridionali, specialmente nei centri minori.
Il risultato è che nelle classifiche del Sud compaiono ancora con frequenza Giuseppe, Antonio, Giovanni, Salvatore, Michele, Carmela, Concetta, Rosa, Maria — nomi che nelle città del Nord sono percepiti come nomi dei nonni.
L'onomastico (la festa del santo omonimo) ha nel Sud e nelle Isole un peso culturale e celebrativo ben superiore al compleanno in alcune famiglie tradizionali. La scelta del nome è dunque anche la scelta del santo protettore del bambino.
Femminili: Carmela, Immacolata, Nunzia/Annunziata, Rosaria, Assunta, Addolorata, Incoronata.
Maschili: Gennaro (patrono di Napoli), Rocco, Donato, Cosimo (Puglia), Pasquale, Carmine, Pio.
Questi nomi — per decenni percepiti come arcaici — stanno vivendo una rivalutazione tra le generazioni più giovani al Sud, dove il legame identitario locale è tornato ad essere orgogliosamente rivendicato.
La Sicilia ha una storia onomastica unica, stratificata dall'influenza greca, araba, normanna, spagnola e borbonica. Salvatore (e la forma affettuosa Totò) è storicamente il nome maschile più diffuso in Sicilia, legato alla devozione per il Santissimo Salvatore. Rosalia, patrona di Palermo, e Agata, patrona di Catania, rimangono scelte cariche di significato.
Rosalia, Agata, Concetta, Carmela, Nunzia, Giuseppina, Maria (in tutte le declinazioni: Maria Grazia, Maria Pia, Maria Rosa), Carmelina.
Salvatore, Carmelo, Giuseppe, Gaspare, Calogero, Benedetto, Nunzio, Sebastiano, Alfio (Catania), Orazio.
Tra i giovani genitori siciliani si osserva una doppia tendenza: da un lato il recupero consapevole dei nomi della tradizione locale come atto di identità culturale; dall'altro l'adozione di nomi nazionali e internazionali (Sofia, Leonardo, Aurora) che si collocano nelle prime posizioni anche nelle classifiche provinciali siciliane.
La Sardegna ha una tradizione onomastica propria, riconosciuta dalla Regione Autonoma attraverso la tutela della lingua sarda (L.R. 26/1997). Alcuni nomi hanno radici latine medievali o sarde che non si trovano altrove in Italia. La legge regionale consente la registrazione dei nomi nella forma sarda al Comune.
Femminili: Gonaria, Grazia (legata a Santa Grazia), Giuseppa, Bachissia, Antonia, Giustina, Reparata.
Maschili: Efisio (patrono di Cagliari, festeggiato il 1° maggio), Gonario, Bachisio, Lussorio, Antioco (patrono di Sant'Antioco), Salvatore, Ignazio, Emilio.
Efisio è il caso più emblematico: praticamente assente nel resto d'Italia, è un nome identitario cagliaritano per eccellenza. La Processione di Sant'Efisio del 1° maggio è una delle manifestazioni religiose e folkloristiche più partecipate di tutta l'Italia.
Le classifiche ISTAT per la Sardegna mostrano oggi una convivenza equilibrata tra questi nomi storici — portati spesso in onore dei nonni — e i nomi nazionali di tendenza (Sofia, Aurora, Leonardo, Francesco).
Il Canton Ticino e le valli italofone dei Grigioni (Val Bregaglia, Val Poschiavo, Mesolcina) sono le due principali comunità italofone della Svizzera. Le statistiche dei nomi sono prodotte dall'Ufficio federale di statistica (UST).
I trend ticinesi seguono da vicino quelli italiani, con qualche specificità dovuta alla vicinanza con le altre regioni linguistiche svizzere. Mattia, Leonardo e Sofia dominano anche qui. Il nome Noa (femminile) ha una diffusione più alta in Ticino che in Italia, per influenza del contesto svizzero-romando.
Sofia, Emma, Giulia, Valentina, Aurora, Giorgia, Elisa, Viola, Noa, Chiara.
Mattia, Leonardo, Luca, Marco, Alessandro, Matteo, Andrea, Simone, Davide, Noah.
Diritto al nome in Svizzera: il Codice civile svizzero (CC) si applica. I nomi devono tutelare il benessere del bambino. Non vi è obbligo di registrazione entro termini brevi come in Italia: la dichiarazione avviene all'Ufficio cantonale di stato civile. I nomi italiani sono pienamente ammessi e comuni in Ticino.
La Repubblica di San Marino segue le tendenze italiane più da vicino di qualsiasi altro Stato, con l'aggiunta di alcuni nomi legati alla storia e ai patroni sammarinesi. Marino (in onore del fondatore San Marino) e Agata (copatrona) sono nomi identitari della piccola repubblica. La registrazione avviene presso l'Ufficio Registro Civile di San Marino; le norme sono simili a quelle italiane (D.P.R. 396/2000 è il modello di riferimento).
Femminili frequenti: Agata, Sofia, Giulia, Emma, Elisa, Laura.
Maschili frequenti: Marino, Francesco, Leonardo, Alessandro, Marco, Andrea, Luca.
In Alto Adige la popolazione di lingua italiana (circa il 26% del totale) segue le classifiche nazionali italiane. I Comuni della Provincia autonoma di Bolzano registrano i nomi nei tre gruppi linguistici (tedesco, italiano, ladino) separatamente. I genitori italofoni scelgono prevalentemente nomi della tendenza nazionale: Giulia, Sofia, Lorenzo, Matteo, Francesco. La tradizione di nomi composti (Maria Grazia, Gian Luca) è presente anche qui.
I nomi ladini — parlati da circa il 4% della popolazione in alcune valli (Val Gardena, Val Badia, Livinallongo, Val di Fassa in Trentino) — includono forme storiche come Rut, Ines, Jon, Ujep. Sono consentiti all'anagrafe per i genitori del gruppo linguistico ladino.
L'Italia ha una delle tradizioni di nomi composti più ricche d'Europa. Un nome composto è un nome unico formato dall'unione di due elementi, registrato come tale all'anagrafe. Non è un nome doppio (due nomi separati), ma un'unica identità nominale.
Maria Grazia · Maria Chiara · Anna Maria · Rosa Maria · Maria Pia · Maria Luisa · Maria Cristina · Giulia Maria · Marta Maria · Maria Vittoria.
Il prefisso Maria nei composti femminili è la tradizione onomastica italiana più distintiva: nasce dalla devozione mariana radicata nel cattolicesimo italiano e dalla pratica di "consacrare" il nome della figlia a Maria. Ancora molto diffusa al Sud e nelle Isole, meno al Nord tra le generazioni più giovani.
Gian Luca · Pier Luigi · Gian Marco · Marco Antonio · Gian Paolo · Carlo Alberto · Pier Francesco · Antonio Maria · Gian Carlo · Francesco Maria.
Il prefisso Gian (forma tronca di Giovanni) è quasi esclusivamente italiano: Gian Luca, Gian Marco, Gian Battista sono nomi che non esistono in questa forma in nessun'altra lingua europea.
Tra i genitori nati dopo il 1985 si osserva il recupero di composti "brevi" e sonori: Luca Maria, Anna Sofia, Sara Elena, Matteo Andrea. La forma composta conferisce al bambino una maggiore distinzione anagrafica in un'epoca in cui i nomi più diffusi sono portati da molti coetanei.
Come in tutta Europa, anche in Italia si assiste a un forte revival dei nomi di inizio Novecento e medievali, percepiti come "originali" dopo una generazione di latenza.
Femminili in ripresa: Matilde, Eleonora, Leonora, Fiamma, Lucrezia, Costanza, Daria, Livia, Piera, Floriana, Ornella, Rossella, Novella, Celestina.
Maschili in ripresa: Dante, Cosimo, Lapo, Duccio, Ottavio, Ugolino, Aldo, Bruno, Renzo, Ettore, Rinaldo, Eraldo, Nevio.
Dante merita una menzione speciale: trascurato per decenni per timore del "peso" del nome, ha registrato un incremento statisticamente rilevabile dopo il 2021 (700° anniversario della morte). A Firenze e in Toscana in particolare è tornato ad essere una scelta sentita, non ironica.
Nei grandi centri urbani del Nord (Milano, Torino, Bologna, Venezia) è in atto da anni un avvicinamento ai trend nordeuropei: nomi corti, facili da pronunciare in più lingue, che "funzionano" anche in un ambiente di lavoro internazionale. Leo, Mia, Noah, Nora, Eli, Eva, Ada, Ivo rientrano in questa categoria. Spesso sono forme abbreviate di nomi più lunghi registrate direttamente come nome completo.
L'onomastico — la festa del santo di cui si porta il nome — è una tradizione italiana con radici nella devozione cattolica che non ha equivalenti nella stessa forma in altri Paesi europei. In molte famiglie, specialmente al Sud e nelle Isole, l'onomastico è celebrato con la stessa o maggiore importanza del compleanno: pranzo in famiglia, regali, messaggi.
La scelta del nome implica dunque anche la scelta del giorno dell'onomastico. Chi si chiama Francesco festeggia il 4 ottobre (San Francesco d'Assisi); chi si chiama Giovanni il 24 giugno (Natività di San Giovanni Battista); chi si chiama Rosalia il 4 settembre (patrona di Palermo). Il Martirologio Romano e il calendario liturgico cattolico sono i riferimenti ufficiali.
Per i bambini con nomi non presenti nel calendario dei santi (nomi germanici, nordici, inventati), la tradizione vuole che si celebri il 1° novembre (Tutti i Santi) come onomastico generico.
Secondo le classifiche ISTAT, Sofia è saldamente il nome femminile più scelto in Italia da diversi anni. Aurora è il nome femminile in più rapida ascesa dell'ultimo decennio. Tra i nomi femminili stabili: Giulia, Ginevra, Emma, Vittoria, Beatrice. Per i bambini, Leonardo guida la classifica nazionale con grande distacco — porta con sé il richiamo di Leonardo da Vinci. Seguono Francesco (legato a San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia), Alessandro, Lorenzo e Mattia, quest'ultimo il nome maschile in più forte crescita degli ultimi anni. Le classifiche variano per regione: al Nord ci sono più nomi internazionali brevi; al Sud e nelle Isole la tradizione familiare e i santi patroni locali influenzano ancora fortemente la scelta.
La normativa di riferimento è il D.P.R. 3 novembre 2000 n. 396, artt. 34-36. Si possono dare al massimo tre nomi. Il nome non può essere ridicolo, vergognoso o contrario all'ordine pubblico — il Comune ha facoltà di rifiutarlo e proporre un sostituto. È vietato dare ai figli degli stessi genitori un nome identico a quello di un fratello o sorella vivente. I nomi stranieri sono consentiti senza obbligo di traslitterazione italiana. La dichiarazione di nascita va effettuata entro 3 giorni se il parto avviene in ospedale (direttamente alla direzione sanitaria), entro 10 giorni se il parto avviene a domicilio, presso l'Ufficio di Stato Civile del Comune di nascita o di residenza.
Dal 2022, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 131 del 31 maggio 2022, che ha dichiarato illegittima la norma che imponeva automaticamente il cognome paterno. Da quella data i genitori possono scegliere liberamente: solo cognome materno, solo cognome paterno, o entrambi i cognomi nell'ordine concordato dai genitori. In assenza di accordo tra i genitori, il bambino riceve entrambi i cognomi in ordine alfabetico. Si tratta di una delle modifiche più rilevanti del diritto di famiglia italiano degli ultimi decenni — finalmente allineata al principio di parità tra i genitori.
In Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Molise — e in misura minore in Sicilia e Sardegna — è ancora radicata la tradizione di dare al primogenito maschio il nome del nonno paterno e alla primogenita femmina il nome della nonna paterna. Il secondogenito prende i nomi dei nonni materni. Questa pratica è molto meno seguita al Nord tra le generazioni nate dopo il 1990, mentre rimane normativa in molte famiglie meridionali, specialmente nei centri minori. Il risultato è che nelle classifiche del Sud compaiono con frequenza ancora alta nomi come Giuseppe, Antonio, Giovanni, Carmela, Concetta, Rosa — percepiti altrove come nomi delle generazioni precedenti. La tradizione ha un significato di continuità familiare, devozione ai santi patroni locali e identità culturale territoriale.
L'onomastico è la festa del santo di cui si porta il nome. È una tradizione italiana con radici nella devozione cattolica che non ha equivalenti nella stessa forma in altri Paesi europei. In molte famiglie, specialmente al Sud e nelle Isole, l'onomastico è celebrato con la stessa o maggiore importanza del compleanno: pranzo in famiglia, regali, messaggi. Il giorno si determina dal calendario liturgico cattolico — ad esempio: Francesco festeggia il 4 ottobre (San Francesco d'Assisi), Giovanni il 24 giugno (Natività di San Giovanni Battista), Rosalia il 4 settembre (patrona di Palermo). Il riferimento ufficiale è il Martirologio Romano, consultabile attraverso il sito della Conferenza Episcopale Italiana. Per i bambini con nomi non presenti nel calendario dei santi (nomi germanici, nordici, inventati), la tradizione vuole che si celebri il 1° novembre, Tutti i Santi, come onomastico generico.