La 27ª settimana di gravidanza chiude il secondo trimestre. Il feto misura circa 36–37 cm e pesa circa 875 g — quasi un chilo. I polmoni sono in rapida maturazione; il cervello cresce a ritmo sostenuto; le riserve di grasso aumentano ogni giorno. Alla 28ª settimana inizierà il terzo trimestre — l'atto finale della gravidanza.
La 27ª settimana segue la 26ª settimana e chiude il secondo trimestre. Nella 28ª settimana inizia il terzo trimestre: le visite diventano più frequenti, l'anti-D viene somministrato alle donne Rh negative e il feto entra nell'ultimo sprint di maturazione.
Il secondo trimestre è stato probabilmente la parte più serena della gravidanza. Ora che si avvicina il terzo, è utile fare un bilancio di ciò che è stato fatto e organizzare le prossime tappe:
Il terzo trimestre porta con sé una serie di sfide fisiche nuove (apnee, gonfiori, stanchezza crescente, difficoltà di movimento) ma anche l'emozione sempre più concreta dell'arrivo imminente. Preparati bene e il percorso sarà molto più sereno.
Gyrificazione corticale – formazione delle pieghe (giri) e solchi (sulci) della corteccia cerebrale. Aumenta enormemente la superficie corticale senza aumentare il volume cranico. Le principali circonvoluzioni si formano tra la 24ª e la 32ª settimana gestazionale. La loro valutazione ecografica è possibile con ecografi ad alta risoluzione e RM fetale; anomalie della gyrificazione (lisencefalia, polimicrogiria) sono associate a disabilità intellettiva e epilessia.
Parto prematuro – parto che avviene prima della 37ª settimana compiuta di gestazione. In Italia l'incidenza è di circa il 6–7% dei nati. Si distingue in: estrema prematurità (< 28 settimane), grave prematurità (28–31 settimane), prematurità moderata (32–33 settimane), prematurità tardiva (34–36 settimane). I segni precoci includono contrazioni regolari prima della 37ª settimana, modificazioni del collo uterino, perdita del tappo mucoso o del liquido amniotico.
Decubito laterale sinistro – posizione di riposo raccomandata nel secondo e terzo trimestre. Il decubito sinistro riduce la compressione della vena cava inferiore (situata a destra della colonna vertebrale) da parte dell'utero gravido, ottimizzando il ritorno venoso al cuore e la perfusione placentare. Non è necessario svegliarsi se ci si gira durante la notte — il corpo si riadatta autonomamente.
Nervo sciatico in gravidanza – il nervo sciatico (il più grande del corpo) può essere compresso dall'utero in crescita o dalla testa fetale che scende nel bacino. La sciatalgia gravidica causa dolore che si irradia dal gluteo lungo la faccia posteriore della coscia, spesso fino al polpaccio. In gravidanza tende a essere monolaterale e intermittente. La fisioterapia ostetrica con esercizi mirati al piriforme e al pavimento pelvico è il trattamento più efficace.
La sciatalgia gravidica è causata dalla compressione del nervo sciatico (o del plesso lombo-sacrale) da parte dell'utero in crescita o della testa fetale nel bacino. Si manifesta come dolore che irradia dal gluteo lungo la faccia posteriore della coscia, spesso fino al polpaccio — tipicamente monolaterale. Strategie efficaci: <strong>fisioterapia ostetrica</strong> con esercizi mirati al muscolo piriforme e al pavimento pelvico — il trattamento più efficace; <strong>calore locale</strong> sulla zona glutea (borsa dell'acqua calda avvolta in un asciugamano); <strong>posizione del gatto</strong> (a quattro zampe, schiena in posizione neutra) per scaricare il peso del feto dal nervo; evitare di stare seduta su superfici dure per lunghi periodi; passi brevi e simmetrici; dormire con un cuscino tra le ginocchia. Per l'analgesia: solo paracetamolo a dosi standard — mai FANS (ibuprofene, diclofenac). La sciatalgia gravidica si risolve quasi sempre spontaneamente dopo il parto nella maggioranza dei casi.
La distinzione è pratica e importante. <strong>Braxton Hicks</strong>: contrazioni irregolari, senza ritmo fisso, generalmente non dolorose o leggermente fastidiose, di breve durata (< 30 secondi), che si risolvono con il riposo, bevendo acqua o cambiando posizione, non accompagnate da perdite né da pressione pelvica crescente. <strong>Travaglio prematuro</strong> (prima della 37ª settimana): contrazioni regolari (almeno 4–6 in un'ora), che tornano in modo ritmico, crescono in durata e intensità anche con il riposo, sono accompagnate da pressione pelvica o rettale, sensazione di "qualcosa che scende", perdite di muco rosato o brunastro (tappo mucoso), o perdita di liquido amniotico (liquido chiaro, inodore, che non si può trattenere). Regola pratica: bevi un bicchiere d'acqua e sdraiati sul fianco sinistro per 1 ora — se le contrazioni continuano regolari, contatta il ginecologo o vai al pronto soccorso ostetrico.
Alla fine della 27ª settimana, il bilancio degli screening e degli adempimenti: <strong>Completati</strong>: morfologica (19ª–22ª settimana) ✓; OGTT 75 g (24ª–28ª settimana) ✓ o da completare urgentemente entro il 28+6. <strong>Prossime settimane (terzo trimestre)</strong>: immunoglobulina anti-D per le donne Rh negative (28ª–30ª settimana); ecografia biometrica di accrescimento del terzo trimestre (30ª–34ª settimana); tampone vaginorettale per GBS (35ª–37ª settimana); CTG (cardiotocografia) nelle gravidanze a rischio. <strong>Organizzativi</strong>: iscriversi al corso preparto se non fatto (i posti si riempiono); visitare il punto nascita; scrivere o completare il piano del parto; iniziare a raccogliere i documenti per la borsa maternità; comunicare il congedo di maternità al datore di lavoro se non ancora fatto.
Questa domanda viene spesso cercata nel terzo trimestre avanzato e nel post-parto — è utile sapere la risposta in anticipo. Non esiste una regola rigida uguale per tutte: dipende dalla guarigione fisica e dal benessere emotivo. La raccomandazione generica è di aspettare almeno 4–6 settimane dopo il parto (sia vaginale sia cesareo) per permettere la guarigione del collo uterino, del perineo (suture, lacerazioni o cicatrice episiotomia) e per ridurre il rischio di infezione. Dopo 6 settimane, molte donne sono pronte fisicamente — ma molte no emotivamente, per stanchezza, calo del desiderio (progesterone basso, prolattina alta durante l'allattamento), dolore al perineo o alla cicatrice del cesareo. Tutto questo è normale. La prima visita ostetrica post-parto (6ª–8ª settimana) è il momento per discutere questi aspetti e per valutare il pavimento pelvico. Non dimenticare la contraccezione: la fertilità può tornare anche prima del primo ciclo mestruale dopo il parto.
Il terzo trimestre (28ª–40ª settimana) porta una serie di novità concrete. Cliniche: le visite prenatali diventano più frequenti (ogni 2–4 settimane); inizia il monitoraggio attivo dei movimenti fetali (conteggio dei calci); l'anti-D viene somministrato alle Rh negative; l'ecografia biometrica di accrescimento monitora la crescita del feto; il tampone GBS si esegue a 35–37 settimane. Fisiche: la pancia cresce rapidamente e diventa impegnativa; la mancanza di respiro aumenta per la compressione del diaframma; il sonno si fa più difficile; gli arti inferiori si gonfiano di più; il peso del feto nella pelvi può causare pressione al perineo e alla vescica. Pratiche: il corso preparto è in pieno svolgimento o da iniziare; la borsa maternità va preparata entro la 36ª settimana; la scelta del punto nascita deve essere definitiva. Emotive: l'attesa si fa più concreta, l'ansia da parto è normale e frequente — il corso preparto e il supporto dell'ostetrica sono preziosi.