Alla 35ª settimana di gravidanza il feto misura circa 46 cm e pesa circa 2400 g. I reni sono pienamente maturi e filtrano il sangue con efficienza paragonabile a quella del neonato a termine. Il fegato elabora la bilirubina in modo sempre più efficiente. I sistemi d'organo sono quasi completamente pronti per la vita extrauterina. Questa settimana inizia la finestra per il tampone vaginorettale per lo Streptococco di gruppo B (GBS) — uno degli ultimi esami del percorso nascita.
La 35ª settimana segue la 34ª settimana e si trova nel terzo trimestre. Nella 36ª settimana le visite diventano settimanali e il feto si prepara all'ingaggio nel bacino.
Lo screening per lo Streptococcus agalactiae (GBS), o Streptococco di gruppo B, si esegue tra la 35ª e la 37ª settimana. Il GBS colonizza il tratto vaginale e rettale del 10–30% delle donne in età fertile senza causare sintomi. La trasmissione al neonato durante il parto può causare sepsi neonatale precoce, polmonite o meningite — patologie gravi ma prevenibili.
Come si esegue:
Risultato positivo — cosa significa:
Risultato negativo:
Accesso in Italia: incluso nei LEA, gratuito con esenzione E00 per gravidanza. Chiedi l'impegnativa al ginecologo e prenota al laboratorio analisi dell'ASL o dell'ospedale di riferimento.
Profilassi antibiotica intraparto (IAP) – somministrazione di penicillina G endovenosa (o ampicillina) durante il travaglio alle donne positive al GBS, per prevenire la trasmissione verticale del batterio al neonato. La prima dose va somministrata almeno 4 ore prima del parto per garantire livelli ematici protettivi nel neonato. Se il parto avviene prima di 4 ore dalla prima dose, il neonato viene monitorato più attentamente per segni di infezione.
Batteriuria da GBS – presenza di GBS nelle urine in quantità significativa (≥ 104 UFC/ml) in assenza di sintomi. È una forma di colonizzazione intensa e indica automaticamente che la donna è ad alta carica di GBS — richiede profilassi intraparto indipendentemente dall'esito del tampone vaginorettale a 35–37 settimane.
Malattia di Hirschsprung – malformazione congenita caratterizzata dall'assenza di cellule gangliari (neuroni del plesso enterico) in un tratto del colon, che impedisce il normale transito intestinale. Causa classicamente la mancata espulsione del meconio entro 48 ore dalla nascita nel neonato a termine. Richiede diagnosi e intervento chirurgico. Incidenza: circa 1 su 5000 nati.
Glucuronosiltransferasi (UGT1A1) – enzima epatico che coniuga la bilirubina non coniugata (liposolubile, tossica) con l'acido glucuronico, rendendola idrosolubile ed escretabile nella bile. La sua attività è ridotta nel neonato (specialmente nel prematuro) nelle prime settimane di vita — causa principale dell'ittero neonatale fisiologico. Polimorfismi del gene UGT1A1 (es. sindrome di Gilbert) possono prolungare l'ittero neonatale.
Il tampone vaginorettale per lo Streptococco di gruppo B (GBS) si esegue tra la 35ª e la 37ª settimana: un tampone viene strofinato sulla parete vaginale inferiore e poi sul retto, senza preparazione speciale. Il risultato è disponibile in 24–48 ore con coltura batterica standard. È gratuito con l'impegnativa del ginecologo (esenzione E00). Un risultato positivo indica colonizzazione — non un'infezione attiva — e non viene trattato con antibiotici in gravidanza (gli antibiotici orali non eradicano il GBS in modo permanente). In travaglio viene somministrata penicillina G endovenosa ogni 4 ore fino al parto (profilassi antibiotica intraparto, IAP), che riduce il rischio di sepsi neonatale da GBS di oltre il 90%. In caso di allergia alla penicillina esistono schemi alternativi (clindamicina o cefazolina) in base al tipo di allergia e all'antibiogramma. Il tampone negativo vale per il parto se avviene entro 5 settimane. In Ticino e Grigioni il tampone GBS è coperto dalla LAMal e la profilassi intraparto è identica al protocollo italiano.
La profilassi antibiotica intraparto (IAP) con penicillina G è raccomandata per tutte le donne positive al GBS. La prima dose deve essere somministrata almeno 4 ore prima del parto per garantire livelli ematici protettivi nel neonato. Se il parto avviene prima delle 4 ore, il neonato viene monitorato più attentamente per segni di infezione. La profilassi è raccomandata indipendentemente dall'esito del tampone in alcune condizioni: febbre in travaglio (> 38°C), rottura delle membrane più di 18 ore prima del parto, storia di neonato con infezione da GBS in una gravidanza precedente, batteriuria da GBS nell'attuale gravidanza (indica alta carica batterica). Avvisa sempre il personale del punto nascita dell'allergia alla penicillina appena arrivi in sala parto: l'antibiogramma del ceppo GBS isolato orienta la scelta alternativa. Non dimenticare di portare il referto del tampone nella borsa maternità.
Il meconio — il primo intestino del neonato, composto da liquido amniotico deglutito, cellule epiteliali, bile e muco — viene eliminato nelle prime 24–48 ore di vita nella grande maggioranza dei neonati. L'ostetrica e il pediatra tracciano il momento della prima evacuazione nel diario neonatale. Un neonato a termine che non elimina il meconio entro 48 ore richiede valutazione pediatrica per escludere ostruzioni intestinali, tra cui la malattia di Hirschsprung (assenza di cellule nervose in un tratto del colon, incidenza circa 1 su 5000 nati). Nei prematuri tardivi (34–36 settimane) il meconio può arrivare leggermente più tardi. La comparsa di meconio nel liquido amniotico durante il travaglio (liquido verde o marrone) è un segnale di monitoraggio attento, non automaticamente un'emergenza: nella gestione moderna del travaglio italiano la grande maggioranza di questi casi si risolve con parto vaginale senza aspirazione neonatale.
A 35 settimane il 3–5% dei feti è ancora in presentazione podalica. La posizione non è ancora definitiva: alcuni si girano spontaneamente fino a 36–37 settimane. La Versione Cefalica Esterna (VCE) viene tipicamente offerta tra la 36ª e la 37ª settimana negli ospedali italiani di secondo e terzo livello che la praticano: il ginecologo applica una pressione guidata sull'addome per ruotare il feto, con tasso di successo del 40–60%. La VCE si esegue in ambiente ospedaliero con CTG continuo e sala operatoria disponibile per eventuale cesareo d'urgenza. Le controindicazioni principali includono placenta previa, oligoidramnios, gravidanza gemellare e CTG non rassicurante. Discuti con il ginecologo entro questa settimana se il feto è ancora podalico: la pianificazione deve avvenire ora. Se la VCE non riesce o non è indicata, le opzioni sono il parto podalico vaginale (solo in centri specializzati) o il cesareo programmato a 39 settimane.
A 35 settimane il grasso sottocutaneo rappresenta circa il 12% del peso corporeo fetale. È questo grasso che dà al neonato le guance tonde e le pieghe ai polsi e alle cosce — e, soprattutto, che gli permette di mantenere la temperatura corporea dopo la nascita. I prematuri tardivi (34–36 settimane) hanno riserve di grasso inferiori e sono più vulnerabili all'ipotermia: il contatto pelle-a-pelle (metodo Canguro) è particolarmente indicato per mantenere la temperatura senza ricorrere all'incubatrice. Nelle ultime 3–4 settimane di gravidanza il feto guadagna circa 200–220 g a settimana, in gran parte tessuto adiposo. Ogni settimana aggiuntiva in utero aumenta le riserve energetiche: un neonato nato a 38–39 settimane termoregola più facilmente di uno nato a 35 settimane.