Alla 1ª settimana di gravidanza non sei ancora in gravidanza — e va benissimo così. Le settimane di gestazione si contano per convenzione medica a partire dal primo giorno dell'ultimo ciclo mestruale (UCM), non dal giorno del concepimento. Questo significa che la 1ª settimana coincide con la settimana della mestruazione: ovulazione e fecondazione avvengono più avanti nel ciclo.
Questa modalità di calcolo può sembrare strana, ma ha una ragione pratica consolidata: il giorno esatto dell'ovulazione è spesso incerto, mentre la data dell'ultimo ciclo è solitamente nota. Ginecologi, ostetriche e calcolatori della gravidanza in tutta Italia — e in tutta Europa — usano questo punto di partenza per calcolare la data presunta del parto (DPP): 40 settimane (280 giorni) dal primo giorno del ciclo. Puoi calcolare la tua con il calcolo della data del parto.
La 1ª settimana apre il primo trimestre. Prosegui con la 2ª settimana di gravidanza, quando si avvicina l'ovulazione, o scopri i giorni fertili con il calcolo dell'ovulazione.
In questa settimana avviene la mestruazione: il corpo elimina l'endometrio costruito nel ciclo precedente, mentre le ovaie — sotto lo stimolo dell'FSH (ormone follicolostimolante) prodotto dall'ipofisi — iniziano già a far maturare una nuova coorte di follicoli. Uno di questi diventerà il follicolo dominante e rilascerà un ovocita intorno all'ovulazione, tipicamente nella 2ª settimana per un ciclo di 28 giorni.
I sintomi che puoi avvertire in questa settimana sono quelli del ciclo mestruale, non della gravidanza: crampi addominali, mal di schiena, gonfiore, tensione al seno, stanchezza, variazioni dell'umore e voglie alimentari. Sono causati dalle prostaglandine e dal calo ormonale di fine ciclo, non dall'hCG (il vero ormone della gravidanza). Se il flusso è insolitamente abbondante, i dolori sono molto intensi o hai febbre, consulta il tuo ginecologo o la tua ostetrica.
La formula "40 settimane dall'UCM" vale per cicli regolari di 28 giorni con ovulazione al 14° giorno. Se il tuo ciclo è più lungo, più corto o irregolare (frequente in chi ha sindrome dell'ovaio policistico, tiroidite, amenorrea post-pillola o ha appena smesso l'allattamento), la data presunta del parto verrà corretta alla prima ecografia, che misura direttamente le dimensioni del feto per stimare l'età gestazionale reale. Il calcolo dell'ovulazione e il calcolo del ciclo possono aiutarti a orientarti.
UCM (Ultimo Ciclo Mestruale) – il primo giorno dell'ultima mestruazione. È il punto di partenza universale per il calcolo dell'età gestazionale e della data presunta del parto.
Età gestazionale – quante settimane di gravidanza sono trascorse, contate dall'UCM. Un'indicazione come "6+3" significa 6 settimane e 3 giorni compiuti.
Data presunta del parto (DPP) – la data stimata di nascita, calcolata aggiungendo 280 giorni (40 settimane) all'UCM. Solo circa il 5% dei bambini nasce esattamente alla DPP; la maggior parte nasce tra la 38ª e la 42ª settimana.
Acido folico – vitamina del gruppo B (B9) essenziale per la sintesi del DNA e la chiusura del tubo neurale nelle primissime settimane di sviluppo embrionale. La supplementazione preconcezione è raccomandata da SIGO, ISS e Ministero della Salute.
FSH (ormone follicolostimolante) – ormone prodotto dall'ipofisi che stimola la maturazione dei follicoli ovarici nella prima metà del ciclo.
È una convenzione medica consolidata in tutto il mondo: poiché la data esatta dell'ovulazione e del concepimento è spesso incerta, ginecologi e ostetriche usano come punto di partenza fisso il primo giorno dell'ultimo ciclo mestruale (UCM), che la donna solitamente conosce. Questo significa che nella 1ª e nella 2ª settimana di gravidanza la gravidanza non è ancora avvenuta. La durata standard è di 40 settimane (280 giorni) dall'UCM. Se il tuo ciclo non è di 28 giorni o l'ovulazione è irregolare, la data presunta del parto verrà corretta alla prima ecografia in base alle misure reali dell'embrione.
La SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), l'ISS (Istituto Superiore di Sanità) e il Ministero della Salute raccomandano di iniziare l'acido folico almeno 1–3 mesi prima del concepimento e di continuarlo per tutto il primo trimestre (fino alla 12ª settimana). La dose raccomandata è di 400 µg al giorno per le donne a rischio standard; 4–5 mg al giorno per chi ha avuto precedenti gravidanze con difetti del tubo neurale, assume farmaci antiepilettici o ha diabete mellito. L'acido folico riduce fino al 70% il rischio di spina bifida e anencefalia, che si formano intorno alla 5ª–6ª settimana — spesso prima che la donna sappia di essere incinta. In Italia è disponibile senza ricetta in farmacia; il medico di base può prescriverlo con esenzione ticket in alcune regioni.
Il metodo classico è la regola di Naegele: al primo giorno dell'ultimo ciclo mestruale si aggiungono 7 giorni, si sottrae 3 mesi e si aggiunge 1 anno — oppure, più semplicemente, si aggiungono 280 giorni (40 settimane) alla data dell'UCM. Il calcolo della data del parto presente su questo sito applica la stessa formula tenendo conto della lunghezza del tuo ciclo. Ricorda che solo circa il 5% dei bambini nasce esattamente alla data presunta: la maggioranza nasce tra la 38ª e la 42ª settimana. Alla prima ecografia la data potrà essere confermata o corretta in base alla misurazione diretta dell'embrione (lunghezza cranio-caudale, LCC).
Nella 1ª settimana di gravidanza il bambino non esiste ancora: questa settimana corrisponde alla mestruazione. Le ovaie iniziano già a far maturare una nuova coorte di follicoli sotto lo stimolo dell'FSH (ormone follicolostimolante). Il follicolo dominante si svilupperà nelle settimane successive e rilascerà un ovocita all'ovulazione, tipicamente intorno al 14° giorno di un ciclo di 28 giorni. Fecondazione e inizio della gravidanza vera e propria avvengono nella 2ª–3ª settimana del conteggio ostetrico.
La visita preconcezione è un colloquio con il ginecologo (o l'ostetrica) prima di iniziare a cercare la gravidanza. È particolarmente indicata per chi ha malattie croniche (diabete, tiroidite autoimmune, epilessia, ipertensione, lupus), prende farmaci regolarmente, ha avuto precedenti aborti o perdite in gravidanza, ha più di 35 anni o sta cercando una gravidanza da oltre 6–12 mesi senza successo. In Italia questa consulenza è disponibile gratuitamente presso i consultori familiari del SSN senza bisogno di impegnativa. Consente di ottimizzare la salute materna prima del concepimento, rivedere i farmaci, aggiornare le vaccinazioni (rosolia, varicella se non immune) e impostare la supplementazione corretta.